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giovedì 28 luglio 2011

Chi ha paura se le borse vanno giu ?

In tutto il mondo ma in special modo in Italia il panico dtaprendendo il sopravvento sulla ragione e ciò a causa del fatto che le borse perdono costantemente punti percentuali.
Banche ed industrie dipingono scenari apocalittici dove , a causa di detti cali di ,  lo  spettro della povertà ammanterà tutto il mondo occidentale .
Ma cos'è la borsa o meglio , la borsa valori ?
secondo Wikipedia : la Borsa valori è un mercato altamente regolamentato dove vengono scambiati valori mobiliari e valute estere. Si tratta di un mercato secondario, perché vengono trattati strumenti finanziari che sono già stati emessi e che sono quindi già in circolazione; è inoltre un mercato ufficiale (o regolamentato) poiché sono disciplinate in modo specifico tutte le operazioni di negoziazione, le loro modalità, e gli operatori e tipologie contrattuali ammessi.
Quindi la boersa altro non è che un punto d'incontro di domanda ed offerta di titoli rappresentativi delle più disparate attività svolte dall'uomo .

Ne conviene quindi che l'oggetto delle trattative che si svolgono in borsa sono relative al valore dei titoli  che può differire anche di molto dal valore reale dell'azienda rappresentata dal titolo poichè il valore di un titolo viene fondamentalmente fissato dal punto d'incontro tra domanda ed offerta . Se poi questi punti di incontro tra domanda ed offerta sono moltiplicati enne volte con operazioni che non comportano un reale esborso di danaro come ad esempio la leva o le oprazioni sullo scoperto , si può facilmente intendere come il valore di un titolo quotato in borsa , e vale la pena ricordare che è il valore il vero ed unico oggetto delle contrattazioni di borsa , possa essere molto distante dal valore reale.
Ciò era già accaduto negli anni 70 ed 80 dove le bolle speculative createsi nelle borse scoppiarono determinando dei cali significativi dei listini.
Oggi sta accadendo la stessa cosa ma il sistema finanziario vuole scaricare la sua soprvalutazione sugli stati, additandoli come responsabili della perdita di valore dei listini borsistici e viene da chiedersi se , quando le cose per le borse andavano a gonfie vele le stesse hanno mai pensato ad aiutare gli stati.
Comunque la realtà è che oggi viene  chiesto ai governi di promulgare leggi o attuiae politiche  in aiuto dei settori finanziari interessati , ma con i soldi di quella collettività che mai nulla ha avuto a che spartire con gli iperbolici utili che il mercato borsistico ha riservato al mondo finanziario.
Ma perchè uno stato dovrebbe farsi carico della valutazione negativa che un mercato attribuisce a questa o quella società adesso che le cose vanno poco bene e di contro in tempo di vacche grasse , deve essere applicata la legge del libero mercato che lo che lo relega al ruolo di spettatore  ?
I bancari gridano allo sfascio sociale se dovesse entrare in crisi il loro sistema  , cosa dovrebbero dire allora gli agricoltori, i piccoli industriali, il manufatturiero, il popolo delle partite IVA , le massaie , i pensionati i precari i......(la lista sarebbe troppo lunga) che affrontano la crisi senza aiuti da parte degli stati da sempre ?
Se ad un agricoltore il mercato impone un prezzo al di sotto del costo di produzione egli lo dovrà accettare o chiudere , se ad un titolo ( che non è un bene reale) il mercato attribuisce un valore inferiore a quello che lui stesso aveva assegnato  , si grida all'apocalisse !!!!
Le borse da sempre si sono valutate autonomamente attribuendosi valori e dividendosene gli utili , se adesso il mercato , quello stesso che loro hanno creato , gli sta voltando le spalle accettino la cosa come una fisiologica conseguenza degli errori commessi e non scarichino su altri le proprie responsabilità .

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