Il presidente degli Stati Uniti in un accorato appello al popolo statunitenze lo ha invitato a fare pressioni su chiunque sia possibile , per far accettare delle condizioni di ripartizione dei sacrifici più eque .
La cosa ha dell'incredibile , l'uomo più potente del mondo che mendica l'appoggio del popolo per superare uno scontro di palazzo dall'esito pressochè scontato ?!
In realtà la questione è molto più complessa poichè , l'accordo per l'innalzamento del tetto del debito pubblico è solo un pretesto , il vero scontro si sta combattendo al parlamento americano per altri motivi e cioè , su una più equa ridistribuzione delle politiche sociali e della ricchezza e quindi sull'utilizzo dello stesso debito a scopi di carattere più sociali , in poche parole per poter fare ciò che un governo eletto dal popolo dovrebbe poter fare .
Ciò comporterebbe una sostanziale perdita di potere sul popolo americano da parte del sistema finanziario ed un significativo coinvolgimento nella ripartizione del carico di debito pubblico.
Per il sistema finaziario ciò è intollerabile , non tanto per ciò che potrebbe avvenire nella capiatle del capitalismo ma , per ciò che l'intero mondo trarrebbe da questo evolversi della politica .
Ed infatti , forse in maniera meno eclatante di quanto è avvenuto in Europa dove l'establiscement finanziario ha voluto presenziare direttamente alle decisioni del governo europeo durante l'ultima riunione di Bruxelles ma per la prima volta , il mondo finaziario sta facendo pressioni in maniera pubblica ed esplicita , sulle decisioni politiche interne dello stato più potente del globo .
Non ultime le dichiarazioni della neo presidentessa del Fondo monetario internazionale , la francese Christine Lagarde chei n un intervento al Council on Foreign Relations ha chiesto pubblicamente e direttamente agli Stati Uniti di superare al più presto lo stallo politico sul tetto del debito.
Come dire , mettete da parte le vostre beghe di basso conto e dateci le garanzie che i mercati finanziari ci chiedono .
Sarà interessante vedere fino a che punto le pressioni non solo del FMI ma di tutto il mondo finanziario , influiranno sulle decisioni politiche interne del più potente stato sovrano, sarà interessante vedere se chi è stato eletto per volontà popolare è ancora in grado di salvaguardare gli interessi di chi lo ha eletto , sarà interssante vedere se è ancora possibile anteporre gl'interessi della collettività a quelli economici , sarà interessante vedere se la soggettività dell'uomo potrà ancora contare sull'oggetività del danaro.
Obhama , il primo presidente di colore , il primo presidente venuto dal nulla , il primo presidente eletto dal popolo dei disillusi dal sogno americano , riuscirà ad essere il primo presidente a mantenere le promesse di umanizzazione del sistema economico-sociale americano ?
Tutto il mondo guarda a cosa accadrà nei prossimi giorni , resta però il fatto che per la prima volta in maniera esplicita ,il mondo finanziario ha bacchettato la più grande potenza mondiale ricordandole che le beghe politiche interne ad uno stato , fosse anche il più potente , nulla interessano , l'importante è soddisfare le esigenze dei mercati finaziari !!
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