Tra non molto il parlamento italiano dovrà ratificare l'adesione al fiscal compact "imposto" dalla UE. Nel silenzio totale da parte dei media ci accingiamo ad assumere un impegno che diventerà vincolante per noi , i nostri figli e forse i figli dei nostri figli.
Con l'assunzione di tale provvedimento , il popolo Italiano, si dovrà impegnare a ridurre il debito pubblico al 60% del PIL entro 20 anni .
In termini concreti e numerici ciò significa che dagli attuali circa 2.00 mld il nostro debito dovrà essere ridotto a circa 800-900 mld ( sempre che il nostro PIl non continui a scendere).
Quindi , per i prossimi 20 anni dovremo adottare tagli o inserire ulteriori tasse per circa 40-50 mld. l'anno poichè , con l'altra norma già prontamente approvata da parte del nostro parlamento circa il pareggio di bilancio , non avremo più la possibilità di andare in negativo.
Tanto per rendere un'idea , la manovra così detta "salva Italia" varata da Monti , ammonta a circa 30 mld quindi , lascio immaginare cosa ci dovrebbe attendere per i prossimi 20 anni se tale "trattato" venisse ratificato.
Ma ciò che rende più inquietante la questione è , oltre come già detto al totale silenzio dei media , è il crisma di "inevitabilità" che la politica tutta ha conferito circa l'adesione a tale indirizzo comunitario.
Viene da chiedersi a tal punto se , visto le critiche mondiali provenienti da eminenti economisti verso il rigorismo tedesco e della politica economica comunitaria , e gli effetti che già sono sotto gli occhi di tutti ( vedi Grecia ) se questa non sia una buona occasione per la politica Italiana di dare un tangibile segno di indipendenza, razionalità, acume o soltanto di coscienza, non ratificando tale trattato.
Se veramente si vuol riportare a più miti consigli la Merkel quale migliore occasione di farle capire che si sta andando nella direzione sbagliata?
A che serve chiedere aggiustamenti o modifiche quando si ha la possibilità di epsrimere il propio dissenso?
Tale domanda ha un senso per chi ovviamente un dissenso lo nutre ma , sarebbe giusto da parte dell'intera legione politica fatti salvi alcune voci, che gettasse la maschera ed uscisse dal cupo silenzio e si assumesse la responsabilità di dire chiaramente al popolo Italiano che non c'è altra via o che , cosa che sembra più plausibile , non hanno nè la volontà, nè la capacità, nè il potere per contrastare le decisioni comunitarie.
D'accordo che abbiamo e dovremo sempre di più sacrificare fette della nostra sovranità nazionale all'altare del bene comune ma anche al prezzo della nostra stessa esistenza ?
Ma questo forse significherebbe una onestà politica e idelae che questa classe politica , non conosce o peggio , sarebbe l'ammissione della loro ..inutilità !!
La stortura mediatica che viene trasmessa al paese sulla inevitabilità dell'adozione di tale imposizione da parte di quasi tutta la classe politica è sconcertante , disarmante, avvilente ed esasperante nella sua assoluta ed indiscutibile univocità.
Ma veramente non esistono alternative in seno a questa Europa ? Veramente le esigenze dei popoli non contano più nulla ?
O ci vogliono far credere che sia così che non esista ...alternativa ?!!
Tanto per rendere un'idea e proporre una soluzione basti pensare che , lo stato Italiano paga circa 80 mld l'anno di soli interessi sul famigerato suo ( o nostro fate voi) debito pubblico.
Ora se si considera che tale cifra va quasi per il 70% a istituzioni finanziarie che già da oltre 20 anni hanno di fatto incassato quasi due volte il capitale investito , potrebbe essere una soluzione il congelamento del pagamento della sola quota interessi o di una parte di essa e la restituzione della sola quota capitale .
Ovviamente la risposta sarebbe scontata : ma così i mercati ci abbandonerebbero e non si potranno più pagare gli stipendi !!( verrebbe da chiedere di chi?).
Bene , o forse male , allora invece di continuare con le potiche finanziarie che servono solo a pagare tali interesi ed a togliere risorse al paese , risorse che tra le altre considerazioni prendono la via al di fuori dei confini nazionali in quanto gran parte del nostro debito è in mano a finanziatori esteri , si potrebbe ad esempio , per i redditi oltre una determinata soglia , diciamo di 80-100 euro ed ai patrimoni sopra il milione di euro , imporre l'acquisto forzoso di titoli di stato , in proporzione ai medesimi , ad un tasso politico dell'1,5-2% a reintegro della domanda che verrebbe a mancare da parte dei famosi "mercati finanziari".
Gli stessi titoli potrebbero essere utilizzati come mezzo di pagamento da parte dello stato verso la miriade di fornitori privati che li potrebbero poi dare a garanzia alle banche per ricevere dei prestiti o linee di credito.
Succederebbe così che ci si sottrarrebbe dall'egemonia dei mercati finanziari , che lo spread non ci farebbe più paura o meglio non esisterebbe più, che i capitali resterebbero in seno alla nazione e non alimenterebbero più l'emorraggia del pagamento degli interessi a terzi "non residenti" che sta depauperando il patrimonio nazionale e privato , si darebbe in ogni caso una minima rendita a coloro che contribuiscono ad aiutare il paese e sopra tutto e si renderebbe il popolo attivo al risanamento finanziario del paese.
Questo semplice provvedimento ( ma è solo uno della miriade che potrebbero essere adottati), senza bisogno di dover passivamente subire nessua imposizione comunitaria ci porterebbe ad un risparmio di circa 50-60 ml. l'anno sugli interessi che equivale a ciò che si dovrebbe imporre con nuove tasse o tagli secondo l'indirizzio assunto seguendo il rigorismo comunitario .
Perchè non viene chiesto al popolo Italiano se vuole pagare un'ulteriore tassa i cui soldi non vedrà più o preferisce prestare lo stesso importo allo stato che glielo restituirà fra 10 o 20 anni pagandogli un indennizzo?
Perchè non ci viene data un'alternativa?!!
L'unico problemna sarebbe quello che , se manca la liquidità "popolare" i cittadini non possono andarsi ad indebitare con le banche ai tassi del 10 % per poi prendere solo il 2% ma d'altronde, lo dovrebbero fare , ammesso che lo possano , se si trovassero a dover pagare un'ulteriore tassa.
Giusto , ma anche per ciò c'è un'alternativa , basterebbe chiedere alla BCEche invece dei elargire la pioggia di miliardi di euro con LTRO alle banche li conferisca agli stati od organo da esso costituito che si occuperà di gestire l'operazione di eventuali richieste di credito e che si occuperà di pagarle ..l'1%!! mentre oggi la BCE presta i soldi alle banche private all'1% con la scusa di immetter liquidità nel sistema e le banche poi acquistano i titoli di stato al 5-6% ( rifinianzando un debito che sarà sempre maggiore dell'originario e che di fatto annulla l'immissione di nuova liquidità) lucrando sui debiti sovrani il 3-4% senza rischio , ecco dove vanno a finire i nostri interssi altro che privato ed il nostro debito non finirà mai! ( risparmiare il 4% su 2.000 mld sono 80.mld l'anno , cioè 2,5 finanziarie "salva Italia" !!!!)
Queste sono le vere richieste da fare all UE e non elemosinare aggiustamenti o mendicare deroghe!!!
Lo stato ci guadagnerebbe in ogni caso lo 0,50 o l'1% che potrebbe utilizzare per scopi sociali o investimenti per la crescita.
Cert , ciò sigificherebbesi ridare alle istituzioni bancarie il loro vero ruolo e cioè , di servizio pubblico e non di speculatrici dei debiti sovrani e sicuramente questo , non è ciò che il sistema finanziario mondiale vuole e di cui sfortunatamente dobbiamo prendere atto , la politica è vassalla .
Non vi è dubbio che, una tale decisione signifficherebbe ridisegnare una struttura socio-economica che ormai è una consolidata certezza tanto da rendere tale pensiero quasi utopistico ma , viene da chiedersi , quante certezze l'uomo qualunque oggi si trova a dover mettere o rimettere in discussione, quante conquiste che si credevano assodate oggi si sciolgono come neve al sole?
Allora forse , e sottolineo forse , un assunzione di responsabilità da parte dell'attuale compagine politica con delle decisioni semplici e concrete anche se forti e "pericolose" , le ridarebbe un pò di credibilità , darebbe un segno tangibile che per una volta gli interessi di parte siano accantonati in favore del tanto sbandierato ma altrettanto bistrattato , "bene comune" , ricreerebbe un rapporto popolo istituzioni che è sempre più lontano , evanescente..insignificante.
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